Dialogano Cristina Becchio e Francesca Garbarini
Modera Simona De Ciero
Siamo abituati a pensare alla mente e al corpo come a due realtà separate: la prima che comanda, il secondo che esegue. Le neuroscienze contemporanee ci invitano a rovesciare questa visione, mostrandoci che il confine tra pensiero, percezione e azione corporea è molto più poroso di quanto immaginiamo — e che è proprio nell'unità di mente e corpo che risiede la nostra identità più profonda. Ne discutono due neuroscienziate formatesi all'Università di Torino. Cristina Becchio, oggi professoressa all'Università di Amburgo, studia come il cervello decodifica le intenzioni altrui attraverso il movimento del corpo, esplorando il confine sottile tra pensiero e azione. Francesca Garbarini, professoressa di Neuropsicologia all'Università di Torino, dirige il laboratorio MANIBUS e ha vinto un ERC Grant per lo studio di come il cervello costruisce — e a volte perde — il senso del proprio corpo; con Anna Berti ha scritto L'uomo con tre mani. Storie di corpi e identità (Il Mulino, 2019).
Ingresso libero fino a esaurimento posti.
Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@fondazionefaro.it
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